09 dicembre, 2008

Carta dell’Ospitalità

Il calo di presenze generalizzato che ha interessato la piccola ricettività in Italia è dovuto a due fattori concomitanti: crescita dell’offerta (aumento strutture) e diminuzione della domada (crisi internazionale).

In una situazione di crisi, la crescita del numero delle strutture ha reso particolarmente difficile per il turista orientarsi in un universo tanto esteso, e capire su quali basi scegliere una struttura anziché un’altra.

Abbiamo più volte parlato nel nostro blog ed anche nella nostra newsletter delle possibilità offerte da internet per mostrare al meglio la propria struttura e su come cercare di battere la concorrenza utilizzando delle strategie comunicative mirate all’informalità.

Fatte salve le migliorie da apportare alle proprie comunicazioni per far percepire la peculiarità della propria struttura, resta da considerare la mancanza di una classificazione delle strutture exrtraalberghiere in qualche modo “oggettiva” e la mancanza di uniformità, su base nazionale, che renda comprensibile al viaggiatore, ad esempio, cosa vuol dire prenotare presso un’affittacamere di prima categoria a Roma, oppure presso un agriturismo 4 spighe in Lombardia. Siamo poi sicuri che un hotel 3 stelle di Selva di Val Gardena abbia gli spessi standard di uno di Roma?

E’ necessaria una convergenza, e una comune “dichiarazione”, che renda possibile una qualche corrispondenza tra numero dei servizi offerti / qualità dei servizi offerti / ubicazione e prezzo.

Se non si inizia a pensare ad una classificazione “sovra-regionale” e “sovra-tipologica” si lascia il turista in balia del caso e non si potrà mai iniziare a costruire una vera corrispondenza tra qualità e prezzo …

Pensiamo che la metodologia migliore per arrivare ad una comune classificazione sia la creazione di una carta dell’ospitalità.

Pensiamo ad una creazione condivisa che parta dal basso (da ciascun singolo gestore) ed abbia inizialmente voce nel nostro blog e nel nostro forum, per poi spostarsi (quando avrà preso corpo), sul dominio www.cartadellospitalita.it

Pensiamo che la corrispondenza tra classificazione, numero dei servizi offerti, qualità dei servizi offerti e prezzo sia un elemento di serietà che i futuri ospiti non potranno non gradire: qualcosa di “oggettivo” che sarà in grado di diradare le nebbie dell’incertezza nel momento in cui devono scegliere l’alloggio presso cui soggiornare.

Vi invitiamo a dire la vostra sull’argomento nel nostro Forum e sul nostro blog.

Cordiali saluti,

Gianluca Martini / Ulisse 2000 S.r.l.
http://www.bed-and-breakfast-italy.com

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3 Commenti:

Alle 11 dicembre 2008 20:15 , Anonymous Anonimo ha detto...

sono assolutamente d'accordo con voi.Noto delle strutture classificate con tre stelle solo perchè hanno il bagno in camera ma poi mancano di igiene o sono strutture fatescenti.

 
Alle 12 dicembre 2008 21:30 , Anonymous Anonimo ha detto...

Secondo me in Italia non mancano le categorie. Siamo classificati da mane a sera. In 5 anni che gestisco un agriturismo mai nessun cliente mi ha chesto il numero di spighe. Per fortuna perche' non ce le hanno ancora assegnate. Secondo me il problema della "piccola" ospitalita' e' la mancanza frequente di informazione dei gestori su quello che vuole il cliente. Ho sentito molte persone aprire una struttura perche' il loro vicino ha fatto lo stesso. Poi pero' non hanno idea che non si ricicla il letto sfondato della nonna, non si danno gli asciugamani sfrangiati e e i cornetti bauli implasticati a colazione. Alla pazienza, correttezza e gentilezza con gli ospiti non si danno stelle. E' un fatto culturale. Invece nei questionari dei classificatori si danno piu' punti se per la televisione o altri parametri omologhi agli alberghi. Ma il turista che cerca il B&B o simili vuole qualcosa di diverso. Quanti punti per la marmellata fatta in casa?

 
Alle 15 dicembre 2008 15:58 , Anonymous Anonimo ha detto...

Gentili promotori di Bed and breakfast in Italia,

non sono per nulla d'accordo nella classificazione dei B&B in quanto SIAMO e dobbiamo RIMANERE strutture FAMILIARI e non imprenditoriali. "ACCOGLIENZA FAMIGLIARE" questa, secondo la mia opinione è l'UNICA classificazione. I soli servizi da offrire al cliente sono e devono essere: la camera, la pulizia, la gentilezza e quanto già previsto abbondantemente della legge regionale dell'ER. Tutto il resto sono sovrastrutture che le piccolissime realtà quali quelle dei B&B non possono e non devono sostenere. Sinceramente BASTA con altri lacci, funi, e quant'altro ci possa strangolare. Se volete provvedere a creare una vetrina per sostenere il marketing, ben venga, ma che sia mirata alla sostanza del concetto B&B "Casa", non impresa.

Saluti
Laura Greco

 

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